domenica 27 aprile 2008

The Truman show

The Truman show (1998)

Truman Burbank (Jim Carrey) conduce una vita del tutto nella media: ha un lavoro sicuro, una moglie carina (Laura Linney) e un amico fidato (Noah Emmerich). La sua vita banale e un po' noiosa viene sconvolta quando scopre che l'intera sua esistenza è una finzione: lui è il protagonista di un gigantesco reality show, a cui partecipa inconsapevolmente da quando è nato; circondato da attori, comparse e da cinquemila telecamere nascoste. Dopo aver cercato di trattenere Truman nello show, Christof (Ed Harris), il regista, lo mette davanti ad una scelta: vivere nella tranquillità del mondo perfetto per lui creato oppure rischiare e andare a vedere com'è realmente la vita oltre lo show.

Il film del regista Peter Weir è un film magistrale, che si dimostra particolarmente sensibile ad un problema: dov'è il confine tra la realtà e la manipolazione, e i mass media in quale di queste sfere si trovano?

Guardando The Truman show viene spontaneo chiedersi: come si può vivere in un mondo fittizio per circa trent'anni e non accorgersi di nulla? Ma l'ingenuità di Truman è pericolosamente vicina alla nostra: è l'ingenuità di coloro che credono a ciò che vedono, di coloro che non si sentono manipolati perché non vedono il demiurgo, colui che detiene il potere, che osserva e che comanda. La presa di coscienza di Truman avviene quando arriva a toccare il cielo di cartone che sovrasta la sua vita perfetta; quando cioè smaschera la finzione toccandola con mano: ma viene da chiedersi se sia anche quella una mossa dell'astuto regista, se fosse quello il finale che desiderava per il suo grandioso show e se in realtà anche la scelta fosse, come tutto il resto, parte della finzione.

E' tutto reale...è tutto vero non c'è niente di inventato, niente di quello che vedi nello show è finto. E' semplicemente controllato.

(The Truman show)

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