sabato 3 maggio 2008

Donnie Darko

Donnie Darko (2001)

E' la sera del due ottobre 1988, la televisione trasmette il dibattito tra George H. W. Bush e Michael Dukakis e la famiglia Darko viene sconvolta da uno strano avvenimento: un motore di un aereo, precipitato dal nulla, si schianta nella camera di Donnie, che per puro caso non si trova lì. A salvarlo da quella morte assurda è stato Frank, un enorme coniglio che annuncia la fine del mondo entro ventotto giorni. Donnie, già in cura per problemi di schizofrenia presso una psicologa, per ripagare il suo salvatore obbedisce alle sue richieste, che diventano sempre più strane e pericolose.

Donnie Darko è un film che procede per piani paralleli: c'è la famiglia di Donnie, una normale famiglia della middle-class americana; c'è la scuola, dove convivono un'anima rivoluzionaria con la giovane insegnante di letteratura e un'anima bigotta rappresentata dall'insegnante di ginnastica, fervente sostenitrice del motivatore Jim Cunningham; c'è la psicologa di Donnie; c'è Gretchen, la fidanzata di Donnie e c'è Frank. Il punto di contatto di tutti questi personaggi è Donnie che, circondato da queste personalità così diverse tra loro, si confronta per tutto il film con un argomento terribilmente sentito da ogni essere umano: la morte. Il regista Richard Kelly si interroga su quanto la consapevolezza della morte influenzi la vita degli uomini ad ogni livello. “Ogni uomo quando muore è solo” dice Roberta Sparrow a Donnie, che da questa affermazione viene sconvolto e affascinato. Donnie Darko è un film oscuro e affascinante, che riesce a parlare dei giovani e del loro mondo in maniera incredibilmente lucida; lì dove la violenza è provocazione e ribellione (“They made me do it” scrive Donnie ai piedi della statua che ha rovinato), ma anche processo creativo.

Donnie: Perchè indossi quello stupido costume da coniglio?
Frank: Perchè indossi quello stupido costume da uomo?

(Donnie Darko)

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